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56 ANNI DI MIPEL

56 ANNI DI MIPEL

Mam-e ha intervistato Roberto Briccola, Presidente di Mipel e proprietario di Bric’s, la nota azienda di borse e di valigie

D: Caro Roberto, Mam-e ha seguito nel passato Mipel con attenzione. La prima domanda è: come vedi il presente dei mercati dei 300 associati Mipel e le prospettive di breve-medio periodo del settore?

R:  I mercati di riferimento si muovono tra tradizione ed innovazione, nel senso che siamo più portati a lavorare seguendo il percorso creativo/produttivo “consueto” delle nostre aziende, mentre invece dobbiamo trovare il tempo e la motivazione per dedicarci ad una forte ricerca di innovazione. Per questo, sulla scia del successo delle scorse edizioni, teniamo particolarmente all’evoluzione di THE GLAMOUROUS e di SCENARIO. Il primo, patrocinato dalla Camera Italiana Buyer Moda-Best Shop, ed è un punto innovativo di congiunzione tra top buyer italiani e stilisti emergenti, si aggiorna e diventa vetrina speciale per L’Inde Le Palais di Bologna con Juhree Erba, Bernardelli di Mantova con Irma Cipolletta, O’ di Parma con CAPSULA e Tessabit di Como con Officina del Poggio.

Scenario è un palcoscenico alternativo più dedicato ai nuovi marchi e alla realtà che sviluppano maggiormente la ricerca nel settore del panorama degli accessori e continua nella sua collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana. In particolare 4 buyer internazionali, i coreani Ilmo, Galleria e Louis Club e l’americano Jarbo “sponsorizzano” 4 designer italiani, rispettivamente Paola Fornasari, Monteneri, Delicatezzen e Silvia Giovanardi.

Anche in questa edizione verranno premiati 4 finalisti per le categorie Small Leather Goods, Travel Luggages, Nomadic Dreamer e Digital Urbanity, scelti da una giuria composta da buyer internazionali chiamati a giudicare i prodotti esposti in questa area speciale.

 

D: Avete un rapporto particolare con le scuole di Moda che preparano i vostri nuovi manager e stilisti?

R: Si, certo, con tutti in generale, ma mi fa piacere citare la collaborazione con NABA (Nuova Accademia di Belle Arti), i cui studenti del Biennio specialistico in Fashion and Textile Design hanno ideato 5 progetti basati sulla reinterpretazione di 5 borse iconiche che saranno esposti all’interno della fiera.

 

D: Come cercate di promuovere le attività delle piccole-medie aziende e degli artigiani specializzati nella manifattura di calzature, accessori e abbigliamento con i designer emergenti e i rivenditori internazionali?

R: Abbiamo sviluppato, con il patrocinio di AIMPES per ITALIAN ARTISAN, la piattaforma B2B online 100% Made in Italy, che si propone lo scopo di selezionare i migliori artigiani specializzati nella manifattura di calzature, accessori e abbigliamento. Tale piattaforma sarà presente a partire dalla prossima edizione di Mipel e svilupperà workshop formativi mirati a spiegare come accelerare le vendite tramite strumenti digitali.

D: Quali sono, a tuo avviso, i marchi più interessanti ed importanti del settore, sia per dimensioni che per creatività?

R: Vorrei citare aziende come Gianni Chiarini, Braccialini, Gabs, Campomaggi, Araldi Milano dal 1930, Bonfanti, Carl Laich, Falorni, Boldrini Selleria, Leu Locati, Reptile’s House, Claudio Cutuli, NUR-Donatella Lucchi, Gianni Segatta, Tosca Blu.

 

D: Mi dici qualcosa della concorrenza internazionale alla quale siete più attenti?

R: Questo è un punto determinante, perché dobbiamo essere più attenti all’evoluzione di nuovi marchi e di nuovi mercati nel mondo. Dobbiamo confrontarci con i concorrenti globali, ma, come puoi vedere, in Fiera abbiamo registrato l’interesse di oltre 12.000 buyer internazionali interessati ai nostri prodotti. In particolare, quest’anno si rivedono compratori russi, cinesi, coreani e giapponesi.

Mi piace ricordare, ma questa è un’esperienza mia da imprenditore, i rapporti con l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como e col suo direttore Salvatore Amura, con cui sviluppiamo intensi programmi formativi. La sintesi della nostra missione è riprendere a fare attività d’impresa, cosa che ci distingue dai grandi gruppi internazionali. Noi preferiamo investire profitti nel territorio piuttosto che trasferire utili all’estero.

Da ultimo segnalo le difficoltà di aziende che operano in situazioni di frontiera, come noi che siamo a Como e che dobbiamo confrontarci con una manodopera che spesso oltrepassa la frontiera e, con un viaggio di pochi km, si trova nella condizione di guadagnare il doppio del salario e di costare all’azienda la metà. Questo, purtroppo, ci indebolisce con alcuni dei nostri collaboratori più importanti.

 

Ringraziamo Roberto Briccola e ci diamo appuntamento alla 112° edizione di Mipel il prossimo settembre.

 

Alessandro Dalai
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