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OSCAR: LE PREVISIONI PIÙ SBALLATE DELLE EDIZIONI RECENTI

OSCAR: LE PREVISIONI PIÙ SBALLATE DELLE EDIZIONI RECENTI

C’è profumo di storico record per ‘La La Land’ agli Oscar 2017. Ma i clamorosi flop nelle previsioni del delle edizioni passate non mancano

C’è un numero magico nella storia degli Oscar: 11, il numero record di statuette conquistate da tre grandi kolossal del passato, Ben-Hur (1959); Titanic (1997); Il Signore degli Anelli-Il ritorno del Re (2003). Se La La Land dovesse riuscire anche solo ad avvicinare l’impresa dell’ultimo capitolo della saga fantasy di Peter Jackson (che conquisto 11 premi su 11 nominations) il film di Chazelle arriverebbe a piazzare un record storico e difficilmente bissabile in futuro. Non sarà facile, ma i premi per le categorie più prestigiose, secondo i bookmakers, sembrano già predeterminate: per la prestigiosa agenzia William Hill il premio per la miglior interprete femminile Emma Stone è dato 1,16, per il miglior regista 1,05, per il miglior film 1,11. Le agenzie sono genericamente più che possibiliste anche riguardo alla chance di superare la fatidica soglia degli 11 Oscar.

E se La La Land andasse incontro a un clamoroso flop, raccogliendo meno della metà dei premi per i quali è candidato? I casi di questo tipo, nel passato, abbondano. Un caso fresco è quello del film drammatico Carol, che l’anno scorso, nonostante 6 nomination e la vittoria data per scontata per Cate Blanchett, uscì dalla serata dell’Academy a mani vuote. Stessa sorte, lo stesso anno, è toccata a Star Wars-Il risveglio della forza, l’ultimo capitolo ufficiale della saga di George Lucas, che fece completo fiasco, nonostante le candidature ‘su misura’. Nel 2014 tornò a mani vuote a casa anche Martin Scorsese e The Wolf of Wall Street (0 premi su 5 candidature, altro stop per Leonardo Di Caprio, riuscito a liberarsi della maledizione degli Oscar solo l’anno scorso con Revenant). Il regista americano già nel 2003 fece flop completo nonostante le 10 candidature per Gangs of New York, ‘bissato’ in negativo da Il Grinta dei fratelli Coen nel 2011. Ma il record negativo fu raggiunto dal film meno amato in assoluto di Steven Spielberg, Il colore viola, che venne candidato nel 1986 in 11 categorie, senza riuscire a imporsi in nessuna.

Altri autorevoli fallimenti , tornando al vecchio secolo, sono quelli de Il padrino parte III (nessun premio nonostante le 7 candidature), mentre nel 1999 il big flop fu per lo straordinario film di guerra di Terrence Malick La sottile linea rossa, che uscì a bocca asciutta nonostante le 7 nominations, (fu la stessa edizione in cui La vita è bella conquistò tre premi compresa la statuetta per il miglio attore assegnata a Benigni, scelta che fece infuriare lo sconfitto e altrimenti sempre signorile Sir Ian McKellen).

La La land ha qualche possibilità di seguire questa infausta tradizione o vede già srotolato di fronte a sè un red carpet verso il grande trionfo? Tra tre notti lo scopriremo.

Boris Stoinich
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