PAOLO ROSSI SI FA IN DUE PER ‘MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES’

PAOLO ROSSI SI FA IN DUE PER ‘MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES’

Da oggi al 12 febbraio lo spettacolo di Paolo Rossi dedicato cl più celebre commediografo francese al Teatro Vittoria di Roma

Paolo Rossi: un re dell’improvvisazione che dei re e d’ogni leader di sorta ne farebbe volentieri a meno, che rilegge ‘L’improvvisazione di Versailles‘, uno dei testi meno frequentati, più liberi e divertenti di Molière, “Molière: la recita di Versailles” , creato fianco a fianco con Stefano Massini, uno degli autori teatrali più talentuosi e apprezzati all’estero. Lo spettacolo dedicato all’opera del maestro francese sarà un’occasione per pensare e parlare dell’attualità italiana e internazionale: perché non molto è cambiato, in quattro secoli di storia, nelle dinamiche del potere politico e negli strumenti di liberazione offerti a chi ne è vittima: la risata, la refrattarietà, lo sbeffeggio, la recitazione. Non è la prima volta che l’attore milanese approfitta dei lavori del genio francese per illuminare le traversie contemporanee, politiche e sociali: era successo nel 2003 con la rappresentazione di “Questa Sera si Recita Molière – Dramma da ridere in due atti”, laddove il chiaro riferimento allegorico delle mire dell’attore era Silvio Berlusconi e il suo esercito di seguaci. 

Nello spettacolo, sul palco del Teatro Vittoria di Roma dal 2 al 12 febbraio, Paolo Rossi per meglio rappresentare l’aspetto nel contempo antico e sempre moderno dell’opera, interpreterà due parti, quella dello stesso Molière e quella di se stesso, nel ruolo dello spronatore della sua compagnia teatrale. Uno spettacolo che è un gioco di specchi tra attore e autore, passato e presente, pubblico e privato, mai uguale a sé stesso perché in costante e magmatica (ri)creazione. Come è scattata la passione di Paolo Rossi per le opere teatrali dell’autore francese e come mai non si è mai esaurita? Ce lo dice lui: «Molière mi attira perché subisco il fascino di quell’epoca; da capocomico, mi sento vicino a lui, ai suoi problemi, sia nella vita sia nella gestione della quotidianità del teatro» sostiene Rossi «mi attira perché è trasgressivo e innovatore, ma con ampio sguardo verso la tradizione».

Boris Stoinich
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