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IL GRATTACIELO DI LUCE DI CHRISTIAN DE PORTZAMPARC

IL GRATTACIELO DI LUCE DI CHRISTIAN DE PORTZAMPARC

A New York la Prism Tower di Portzamparc decostruisce e reinventa l’architettura di Manhattan

Lo skyline di New York è quanto di più mutevole ci sia in architettura e 400 Park Avenue South / 28th Street è l’esclusivo indirizzo del nuovo grattacielo di vetro, la Prism Tower di Christian de Portzamparc, calato nell’instancabile penisola di Manhattan.

Si tratta di una torre residenziale sviluppata sulla politica alternativa partorita da Amanda Burden, direttore del New York City Planning, che richiede ai developers di garantire i cosiddetti air rights, ovvero i “diritti per l’aria”, per temperare il fenomeno dei “pozzi di luce”, caratteristici delle città verticali.

L’azione di Burden consente la realizzazione di edifici che superano le norme sulla città che costringono in molti casi ad ambienti costretti e privi di luminosità. L’architettura diviene così uno strumento di eccezione alla regola per confermare l’attualità di quel delirante manhattanismo espresso quasi quarant’anni fa da un giovane Rem Koolhaas.

Protagonista assoluta del progetto di questo nuovo grattacielo di New York è difatti la luce. Il volume multisfaccettato e scomposto  del grattacielo assume la funzione di un caleidoscopio capace di far penetrare i raggi luminosi anche nelle profondità più irraggiungibili.

Il design della Prism Tower si staglia nello skyline della Grande Mela come un oggetto insolito, estruso da un planimetria composta da due rettangoli perpendicolari tagliati a cui si aggregano altre forme triangolari che spezzano la figura originaria aprendo al livello zero spazi pubblici e aree comuni.

In elevazione l’architettura è un insieme di lame di vetro che ricordano le visionarie sperimentazioni di grandi maestri che su questo prezioso materiale costruirono teorie, da Bruno Taut a Paul Scheerbart.

Il design sofisticato dei volumi raccoglie e diffonde la luce, ottimizzando a tutti i 40 piani la vista sulla città. I 22 piani inferiori, con 269 appartamenti, hanno accesso sulla 28th Street mentre i 18 piani superiori, con 81 appartamenti, hanno accesso su Park Avenue.

Gli inquilini possono godere di numerosi servizi che includono una piscina, un centro fitness con sauna e una zona lounge da cui è possibile ammirare il panorama di Manhattan.

Inserita nell’immediato contesto urbano la Prism Tower definisce un contrasto significativo sul piano del linguaggio formale sia scomponendo l’unità dell’isolato in un nuovo equilibrio di pieni e vuoti, sia rompendo la continuità della cortina edilizia principalmente costituita da edifici storici degli anni ’30 che si riflettono e deformano sulla superficie della nuova cattedrale di cristallo.

 

 

Valerio Passera
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