SILVIO ORLANDO SUL PALCO DELL’ELISEO CON LACCI DI DOMENICO STARNONE

SILVIO ORLANDO SUL PALCO DELL’ELISEO CON LACCI DI DOMENICO STARNONE

Domenico Starnone ha tratto dal suo ultimo romanzo “Lacci”, lo spettacolo teatrale che stasera approda sul palco dell’Eliseo, con un protagonista d’eccezione.

Silvio Orlando, uno dei più grandi interpreti del cinema italiano, e Domenico Starnone, nato come insegnante e poi diventato uno degli scrittori più interessanti, amati e capaci del panorama italiano, formano un sodalizio artistico affiatato.

L’adattamento teatrale del romanzo di Starnone, pubblicato nel 2014, non è infatti il primo lavoro che affrontano insieme: Silvio Orlando ha già interpretato a teatro e al cinema “La scuola”, tratto da due romanzi di Starnone, “Ex Cattedra” e “Sottobanco”, in cui è stato diretto da Daniele Lucchetti.

L’attore napoletano- reduce dal clamoroso successo per la magistrale interpretazione del Cardinale Voiello nella serie diretta dal premio Oscar Paolo Sorrentino, “The Young Pope”- ha raccontato che era da più di vent’anni che cercava di convincere Starnone a collaborare di nuovo, e che finalmente con “Lacci” hanno trovato il testo giusto, adatto ad essere recitata dal vivo.

La regia è di Armando Pugliese, con cui Silvio Orlando ha già collaborato in passato, è stato infatti lui a dirigere l’attore nella commedia “Questi Fantasmi”, di Eduardo de Filippo, nel 2007.

Silvio Orlando

Quella scritta da Starnone  è una storia molto potente, durissima, perché è  il racconto di una fuga, di un ritorno, dei fallimenti più comuni in cui incappiamo nel corso della nostra esistenza. Quelli, per intenderci, che ci sembrano inaffrontabili e che finiamo spesso per portarci con noi per una vita intera.

Il romanzo parla di quei legami, quei lacci, familiari che non si possono tagliare.

Il racconto si apre con una lettera che Vanda scrive al marito, che se n’è andato di casa, e il cui incipit recita «Se te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie».

I due si sono sposati da giovani, all’inizio degli anni Sessanta, e nel frattempo il mondo intorno a loro è radicalmente cambiato. L’idea di formare subito una famiglia e assumersi responsabilità prima rappresentava la norma, ora d’un tratto ci si trova a riflettere se tutti quegli impegni e doveri assunti non siano impedimenti, ostacoli, da cui si cerca di fuggire. Il marito di Vanda fa proprio questo, è fuggito: vive a Roma, dove si è trasferito per insegnare, e si è invaghito di un’altra donna.

Mentre Vanda è rimasta a Napoli, e si trova a dover gestire da sola i figli e  e il senso dell’abbandono, il silenzio e l’estraneità. E allora la donna si trova a tirarli quei lacci, fa sì che il marito torni a casa e in famiglia, ma ovviamente i legami cambiano, e il lacci si sfilacciano.

Se niente è più radicale di un abbandono, i legami, quelli invisibili tra le persone, possono essere indissolubili.

 

Lacci, di Domenico Starnone(tratto dall’omonimo romanzo)

regia di Armando Pugliese

con Silvio Orlando

da stasera, 25 gennaio, al 12 febbraio 2017

Teatro Eliseo, Via Nazionale 183, Roma

 

Lorenza Dalai
Meet the author / Lorenza Dalai

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