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TUTTE LE SOTTRAZIONI DI EMILIO ISGRÒ

TUTTE LE SOTTRAZIONI DI EMILIO ISGRÒ

Milano rende omaggio al grande artista della sottrazione, Emilio Isgrò, con una mostra in tre importanti istituzioni. Esposte oltre duecento opere tra cui “Preghiera per l’Europa”, un lavoro realizzato poco prima del referendum britannico

 

Maestro della cancellazione, della sparizione e della sottrazione. Maestro dell’aggiunta, di un nuovo significato. Emilio Isgrò nato a Barcellona di Sicilia, ha fatto di Milano la sua città. Artista unico nel suo genere è dal 1964 che porta avanti  il suo linguaggio originale.

Si appropria di libri, testi manifesti e giornali, copre con un segno quasi tutte le lettere per far emergere nuove frasi e parole. Sono espressioni troncate per lo più, volte a ricostruire l’identità umana, spesso cancellata dalla guerra.  Come in Preghiera per l’Europa, un’immagine realizzata nel marzo del 2016 poco prima della decisione della Gran Bretagna di uscire dalla UE con il referendum. È una riflessione politica, geografica e culturale. «Non vuole suggerire sgomento e paura; ma offrire, piuttosto, la possibilità di un confronto con chi, al di qua e al di là del Mediterraneo, chiede alla terra dei tre monoteismi di sovrapporre il suo “volto umano” alla maschera atroce di un mondo troppo condizionato da guerre e da conflitti».

Dichiara Isgrò nel presentare l’opera creata per la Giornata del Contemporaneo, oggi in mostra a Palazzo Reale. Una delle tre sedi scelte dal Comune per rendere omaggio al grande arista che ha scelto la città meneghina come luogo in cui vivere.

L’esposizione, la più grande antologica mai realizzata a Milano, a cura di Marco Bazzini, prosegue alle Gallerie d’Italia con l’anteprima del celebre ritratto di Alessandro Manzoni dipinto da Hayez e cancellato in bianco e a Casa del Manzoni con I promessi sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati.

 

 

Emilio Isgrò
Dal 29 giugno al 25 settembre 2016
Palazzo Reale, Gallerie d’Italia, Casa del Manzoni. Milano

 

 

 

 

Boris Stoinich
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