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UNA GIORNATA PARTICOLARE: DA SCOLA AL FRANCO PARENTI

UNA GIORNATA PARTICOLARE: DA SCOLA AL FRANCO PARENTI

Da stasera al 5 febbraio l’adattamento teatrale del capolavoro di Ettore Scola. Giulio Scarpati e Valeria Solarino, due solitudini che s’abbracciano silenziosamente tra i boati dell’Italia fascista

E’ una giornata particolare: siamo nell’Italia dell’ondata crescente del consenso mussoliniano: da una parte di Roma il duce è pronto ad accogliere Hitler, dall’altra ci sono due esseri umani, un uomo e una donna. Lui è Gabriele, giornalista omosessuale, è perseguitato dal regime è sta per essere portato al confino, lei Antonella, perfetta madre di famiglia fascista: forte progenitrice, orgogliosa di essere italiana, vede nel duce il profilo dell’uomo ideale di cui suo marito è solo un’edulcorazione, una futile copia. Antonietta è sottomessa mentre Gabriele ribelle, lei ignorante, lui colto e riflessivo, ma saranno proprio le loro differenze e le verità dei loro cuori a unirli ed allontanarli dal conformismo che soffoca l’Italia per un incanto che dura solo una giornata, definita, eufemisticamente, particolare; una giornata in cui recupereranno tutte le proprie illusioni per poi perderle nel giro di poche ore, di un attimo, quando la volgare realtà del consenso e dell’ordine impartito dall’alto li ricondurrà a lidi terribili e lontani.

Una giornata particolare’ non è una storia d’amore ma sulla resistenza dell’amore, del coraggio e della fortuna di essere sé stessi, grazie al riconoscimento degli altri. Questa la ricetta del capolavoro di Ettore Scola, interpretato da Marcello Mastroianni e Sophia Loren nel 1977. Un film perfetto per essere portato a teatro: fatto di pochi e poveri interni, come nelle commedie di Eduardo De Filippo, di parole ed emozioni. Ci ha pensato Gigliola Fantoni ad adattarlo, con Giulio Scarpati e Valeria Solarino a interpretare il ruolo dei due protagonisti, soli sulla scena per tutta la durata della pièce, che andrà in scena da stasera a domenica 5 febbraio al Teatro Franco Parenti di Milano, per la regia di Nora Venturini.

Boris Stoinich
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