VENEZIA: LO SPLENDORE IN UNA VEDUTA

VENEZIA: LO SPLENDORE IN UNA VEDUTA

Venezia, nessuno l’ha dipinta più bella di Bellotto e Canaletto

La vista della Laguna ti avvolge il cuore. Bernardo Bellotto dipingeva di getto, con pennellate nervose e sensuali. Venezia, nel dipinto che immortala piazza San Marco, appare avvolta in una nuvola di luce sotto un cielo che si apre in un arcobaleno di sfumature celesti.

Il ritratto ha colto un momento di languida vita veneziana: qualche coppia in sosta a raccontarsela, un piede all’ombra, le spalle al sole, ragazze che ‘ciacolano’ facendo roteare le lunghe gonne colorate. Qualche azzimato che guarda di traverso e tira dritto verso la riva degli Schiavoni.

E’ una Venezia indimenticabile.

Il Bellotto non diventò famoso per le vedute lagunari, un genere in cui eccelleva lo zio Canaletto (fratello di sua madre), ma per i ritratti delle città nordiche dove aveva trascorso la vita a dipingere, su commissione dei grandi protettori.

Antonio Canal, detto “il Canaletto” (Venezia 1697 – 1768) e suo nipote Bernardo Bellotto (Venezia 1722-Varsavia 1780) sono i protagonisti della nuova esposizione nelle Gallerie di Piazza Scala. Curata da Bozéna Anna Kowalczy e organizzata da Intesa Sanpaolo con Gallerie d’Italia, la rassegna conta su un centinaio di eccezionali prestiti dai maggiori musei nazionali e internazionali, un terzo dei quali inediti per l’Italia.

Benché affini per vincolo di sangue e per la comune militanza nella corrente d’avanguardia del secolo dei Lumi, il Vedutismo, i due artisti si frequentarono giusto per scambiarsi qualche trucco del mestiere. L’allievo volle imparare dallo zio a ritrarre con amore del dettaglio vedute di città e paesi.

Poi prese la sua strada. Canaletto, per contro, era un uomo circondato da molti misteri, primo fra tutti quello della sua nascita. Aveva cominciato a fare opere di tipo barocco, per sciacquarle subito dopo nel fiume del suo mirabile vedutismo, e s’apprestava a scalare l’Empireo dei sommi pittori lagunari (in mostra anche la ‘camera ottica’ che egli mise a punto e utilizzò per le sue creazioni).

Bernardo, invece, parti per il Nord, Vaprio, Gazzada, poi va a Torino, Vienna, Monaco, Londra, a Dresda, dove si ferma il tempo di acquistare una bellissima casa, e per distribuire i ‘santini’ del suo metodo, che consisteva nel ritrarre luoghi reali ma virati al fantastico, e viceversa costruire fantasie  poi immortalate nel memorabili ‘capricci.

Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce. Milano, Gallerie d’Italia, Piazza della Scala 6. Orario: da martedì a domenica 9.30 – 19.30; giovedì 9.30 – 22.30; chiuso lunedì. Info: tel. numero verde 800167619. Dal 25 novembre al 5 marzo.

Giovedì 24 novembre, ingresso gratuito per il pubblico dalle 20.00 alle 22.30.

 

 

Melisa Garzonio
Meet the author / Melisa Garzonio

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>