Moda

Chi è Pieter Mulier, il nuovo direttore artistico Alaïa

Pieter Mulier, lo stilista belga braccio destro di Raf Simons, è il nuovo direttore creativo di Alaïa

News Moda. Il belga Pieter Mulier direttore creativo di Alaïa. La sua performance in Dior ai tempi di Raf Simons. Tutto ciò che c’è da sapere sullo stilista che riporterà Azzedine Alaïa ai vertici della moda.

Il suo nome non è altisonante come tanti suoi colleghi perché, lungo il corso della sua carriera, ha co-partecipato al successo di designer più esposti come, appunto, Raf Simons, prima in Dior, ora in Prada.

Nella maison francese del New Look, Mulier è il tramite tra Simons e gli atelier. Alla domanda su Dior, risponde: “La più grande azienda del mondo e una delle più belle. Mia nonna indossava Dior, quindi ne sapevo un po ‘. Pensavo fosse un’azienda che rappresentasse la bellezza più della moda”.

Pieter Mulier con Raf Simons

Pieter Mulier, gli studi e l’esordio nella moda e la grande amicizia con Raf Simons

Mulier si diploma in architettura alla Royal Academy di Anversa. Terminati gli studi viene chiamato da Raf Simons per uno stage nella sua eponima azienda nel 2002. Terminato il corso, viene riconfermato in Raf Simons. Pieter parla dello stilista belga come un amico.

Mi ha insegnato molto sull’arte – i suoi riferimenti sono arte e architettura – e fortunatamente questo è anche il mio background, quindi questo aiuta e penso che funzioni“.

Dopo dieci anni in Raf Simons e quattro in Jil Sander (alla direzione artistica degli accessori), arriva nell’atelier di Dior: “È il laboratorio più bello del mondo ed è l’unico posto che fa ancora couture come si faceva negli anni ’40 e ’50”.

Nel 2018 segue ancora l’amico e mentore Simons, nell’impresa (poi fallita) in Calvin Klein.

La nuova era di Maison Alaïa

Azzedine Alaia con una giovane Naomi Campbell

Il portfolio di Pieter Mulier è di tutto rispetto. Non tutti gli stilisti, infatti, hanno avuto l’onore di lavorare per l’Haute Couture di una griffe come è accaduto a Mulier in Dior.

Alaïa, la griffe di moda che fa a capo di Richemont, era ferma al 2017: anno in cui il fondatore dell’azienda, Azzedine, è morto all’età di 77 anni.

Azzedine, il piccolo e paffuto stilista che ha creduto per primo alla bravura di Naomi Campbell, era nato a Tunisi il 26 febbraio del 1940. Il suo luogo creativo era stranamente la cucina; amava le donne, era amato da loro. Il suo percorso creativo è stato segnato dall’amore per il taglio e dall’utilizzo del jersey. Fu definito “lo scultore del corpo”.

Con la nomina di Pieter Mulier, la griffe riprenderà il suo posto al sole nel fashion biz con la collezione primavera/estate 2022.

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